Il viaggio più bello della mia vita: io e il mio cane sul Cammino di Santiago

Quello che segue è un guest post di Kiki

Nell’estate del 2016 ero alla ricerca sfrenata del furgoncino del mio cuore, quello con cui avrei girato il mondo. Non trovavo quello giusto, nessuno trasmetteva le energie giuste, né a me né a Zoom, il mio bestione di 40 kg.

Una sera, un mio amico con cui parlavo delle difficoltà nella ricerca del mezzo perfetto, mi disse: “Perché non fai il Cammino di Santiago, così ti sfoghi un po’?”

Lui ovviamente scherzava mentre io la trovai un’idea geniale. Non avevo idea di cosa si trattasse di preciso, sapevo semplicemente che era una sfacchinata a piedi.

Il cammino di Santiago con cane, perché no?

Quando mancavano due settimane al primo giorno di ferie, iniziai a documentarmi e le informazioni
raccolte non erano per niente incoraggianti, soprattutto per Zoom. In Spagna (nel nord) non sono esattamente dog-friendly: il cane non può salire su nessun mezzo pubblico, quindi niente treni, pullman o taxi. Non si può
pernottare in nessun ostello, non possono entrare in nessun negozio, neanche in bar e ristoranti.

Questo significava una cosa sola: per percorrere il Cammino di Santiago con il mio cane, avremmo dovuto dormire in tenda ogni notte e mangiare sempre per strada.

Date le premesse, tutti mi davano della pazza, ma io ero eccitata all’idea: mi sembrava tutto ancora più avventuroso!

Un giorno ho deciso di farlo. Sono andata da Decathlon e ho comprato la tenda più leggera che ci fosse, ovvero la più scadente ed economica (20euro). Praticamente un loculo dove Zoom avrebbe dovuto farmi da coperta per starci dentro. Ci ho pensato a lungo, ma poi mi sono resa conto che non mi importava, quello che contava davvero era partire.

Una mia amica mi ha prestato lo zaino, e poi… errore madornale: ho compro degli scarponcini da trekking nuovi prima di scoprire che tutti ti consigliano di utilizzare scarpe già usate più volte. Ho accettato questo errore e sono andata avanti con il mio sogno fisso in testa: io e Zoom insieme sulle polverose strade del Cammino.

Io e Zoom alla scoperta della Spagna

Solo il fatto di raggiungere la Spagna è stato un viaggio nel viaggio. Non c’era verso di imbarcare Zoom su un aereo e non potevo viaggiare in autobus. Su alcuni tratti potevo portarlo con me in treno, mentre su altri mi sono ritrovata a fare l’autostop. Che ci crediate o no, sono arrivata in Spagna così.

La mattina che ho iniziato a camminare, io e Zoom eravamo consapevoli che non avremmo visto un letto (e la cuccia) per un mese, e che avremmo potuto spostarci solo con piedi e zampe.

Questa era l’unica cosa che sapevo quando abbiamo fatto il primo passo. Ciò che è successo nelle giornate seguenti è stato il viaggio più incredibile della mia vita.

Abbiamo vissuto insieme tanti momenti di panico e tanti momenti di gioia pura, ma come in ogni avventura davanti ad ogni problema arriva sempre la soluzione, che va ad arricchire quella sensazione di felicità, spensieratezza e libertà d’animo.

Un’esperienza che mi ha riempito il cuore e ha fortificato il legame tra me e Zoom. Non la dimenticheremo mai. Se hai un cane e ti piacerebbe percorrere il Cammino di Santiago con lui, ecco qualche consiglio e la storia del nostro viaggio.

Mini-guida al Cammino di Santiago con cane

Lo zaino

Partiamo dal presupposto che avrai lo zaino molto più pesante degli altri pellegrini, perché il peso della tenda si fa sentire e in più avrai anche la scorta della pappa. Avrai anche il doppio dell’acqua, per te e per il cane. Non ho mai preparato uno zaino riempiendolo del minimo indispensabile, in questo caso ci ho provato in tutti i modi ma era sempre troppo pesante!

Anche Zoom aveva il suo zainetto. Quelli per cani non sono troppo capienti, e in ogni caso non bisogna sovraccaricarli troppo. Zoom si portava una parte della scorta di pappa, ben equilibrata nelle sacche laterali, la sua bottiglietta con la ciotola da viaggio, le scarpette (da usare in caso di ferite) e una grande scorta di vaselina per le zampe. Sul dorso, ben arrotolato, l’impermeabile per le giornate di pioggia.

Piedi e zampe

Ricordati che se tu hai gli scarponcini, il cane è scalzo! Il cammino prevede tratti di sterrato, sentieri di montagna e strade asfaltate. È necessario spalmare tre volte al giorno la vasellina sui bombi delle zampe in modo da evitare che si spacchino.

Esattamente come i tuoi piedi: ovviamente sono consigliate scarpe già usate, belle comode e morbide (non come ho fatto io) ed è d’obbligo il calzino tecnico, che protegge il piede. Ma tanto dalle vesciche non c’è scampo. Fondamentale è avere con sé ago e filo… la vescica va bucata, lasciando dentro il filo che funge da drenaggio per evitare la formazione della bolla.

Quando piove, rassegnatevi: avrete i piedi bagnati anche con lo scarponcino più caro del mondo.

Camminare

Il cane farà il doppio, se non triplo, dei vostri km andando avanti e indietro e annusando di qua e di là. Imparerete a percepire i messaggi del vostro corpo e vi capirete meglio anche da uomo a cane. Sul Cammino non c’è fretta, le soste devono essere molte, sia per la fatica sia per il caldo delle giornate spagnole.

Da ricordare che se tu sei in canottiera, il tuo cane ha la pelliccia! Quindi tante soste, anche per godersi la natura e apprezzare il silenzio.

Itinerario

A inizio giornata io e Zoom ci facevamo un’idea di quanti km saremmo riusciti a fare, ma ogni giorno non rispettavamo mai il programma. A volte di meno perché stanchi o perché c’erano più tratti di salita, altre volte perché, presi dall’entusiasmo, ci sentivamo di proseguire oltre! D’altronde con la tenda non hai mai paura di non trovare posto da dormire: hai la casa sulle spalle.

Organizzazione

Per me è stato fondamentale capire per quanto non avremmo incontrato un supermercato o una farmacia. Supermercato per la pappa di Zoom e per gestire le scorte, farmacia per la vaselina. In più, nonostante io sia contro ai medicinali, ho dovuto usare il voltaren per una brutta tendinite. In questo caso c’è poco da organizzarsi…

Dormire in tenda

Non voglio fare la grandiosa quindi ammetto che un po’ d’ansietta a dormire in tenda c’era. Io e Zoom cercavamo sempre di montare la tenda in luoghi vicini a paesini (3 case). A volte abbiamo avuto la fortuna di poter stare di fronte agli ostelli, dove era comodissimo usufruire di doccia ed eventuale cucina comune.

Una volta abbiamo trovato alloggio in un garage, una notte abbiamo avuto il lusso di dormire in una lavanderia (dove ho fatto subito partire una lavatrice di nascosto e mi è sembrato un sogno). Ma altre volte abbiamo dovuto fermarci a dormire nel nulla perché eravamo stanchi. All’inizio eravamo un po’ tesi, poi è diventata una piacevole abitudine.

Per alleggerirmi ho buttato via i picchetti, quindi fissavo la tenda con delle pietre. Di notte la temperatura scende di parecchio, quindi indossavo tutti i pochi vestiti che possedevo (compresa la giacca) e mi infilavo nel sacco a pelo con Zoom che fungeva da stufetta.

Ma la peggior nemica è stata l’umidità: verso le 4 di notte la tenda è completamente zuppa (per non pensare a quando piove) e si patisce ancora di più il freddo… ma anche a quello ci si abitua!

Consiglio: chiudere in buste di plastica macchina foto e cellulare. Io ho rotto entrambi!

Il ritmo

Facendo il cammino in tenda, si hanno orari e ritmi completamente diversi dagli altri. La mattina ti godi il primo sole mentre la tenda si asciuga, appena raggiungi un bar ti gusti la colazione sapendo che tanto hai tutto il giorno per camminare senza paura di non trovare da dormire. Incontri meno persone e quelle che incontri sai che vanno con il tuo ritmo.

Cibo

Per quanto riguarda Zoom, già detto e ridetto: scorte di pappa! Quando siamo rimasti a secco mangiava quello che mangiavo io ed era anche più contento…

Abbiamo avuto solo uno spiacevole episodio: in Spagna la qualità del cibo per cani è pessima, in più ho un cane intollerante al pollo! Verso metà cammino ha patito di mal di stomaco e per fortuna ho trovato in un paesino un “veterinario” che mi ha dato crocchette curative e, riempiendolo di fermenti lattici, in tre giorni è passato tutto.

Per noi umani invece è molto più semplice: tortillas tortillas e ancora tortillas! In ogni paesino c’è un bar, quasi tutti con dehor. Zoom mi aspettava fuori e poi pranzavamo insieme. Poi era un rito comprarmi sempre una banana, per le emergenze di cali di pressione.

Genericamente è tutto molto economico, anche se prediligi birra o vino all’acqua… Ovviamente ricordarsi sempre di scegliere il menù del pellegrino!

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