Mi sono dimesso e sono partito per Bali con un sogno: così è nato Besourcer

Ci sono tanti modi per mollare tutto e cambiare vita. Lo si può fare in modo completamente istintivo oppure con grande razionalità, guardando in faccia la realtà e trovando una soluzione sensata.

Ciò che accomuna gran parte delle storie di questo tipo è il viaggio: spesso l’unico modo per dare davvero una svolta alla propria esistenza è partendo.

Su Mangia Vivi Viaggia ho raccontato molte storie di persone che hanno scelto di ribellarsi e partire con un biglietto di sola andata e tutti i propri averi nello zaino. Niente di più, niente pianificazione, nessuna prospettiva: l’unica idea nella testa di questi sognatori è quella di lasciarsi trasportare dagli eventi.

Ma c’è anche chi decide di apportare dei grandi cambiamenti alla propria vita in maniera più ragionata. C’è chi parte con un sogno, ma anche con un piano ben preciso.

È questa la storia di Luca Tamburrino, un ragazzo italiano che sul finire del 2017 si è lanciato in una straordinaria avventura con l’idea di creare qualcosa in grado di collegare persone da tutto il mondo attraverso il lavoro. Un sogno bellissimo, che sta realizzando giorno dopo giorno dopo aver trascorso oltre sei mesi in viaggio.

Quando un viaggio nasce prima di partire

“La mia storia in viaggio nasce 10 anni fa, a Bordeaux“, mi racconta Luca da Bali. “Quella fu la prima tappa di una lunga maratona, che ha poi toccato altre 25 nazioni. La mia passione per il viaggio, intesa come conoscenza di nuovi luoghi e culture, ha origine proprio da quel mio primo incontro con il mondo, che riuscì ad entrare nella mia testa e a farmi capire per la prima volta cosa c’era al di là della vita di tutti i giorni e delle mie solite abitudini”.

Questa non è una di quelle storie dove il protagonista odia la sua vita e non vede l’ora di scappare alla ricerca della felicità. Luca viveva a Matera, una città che adora e considererà sempre la sua casa. La spinta per cambiare vita nacque da un’esigenza lavorativa.

“Questo mio viaggio nasce circa 8 mesi fa, ma probabilmente esisteva da sempre dentro di me“, mi spiega. “Bisogna chiedersi: “C’è differenza tra un viaggio e tutta la storia che costruiamo prima di partire?” Secondo me, assolutamente sì. Per me partire è stata un’esigenza nata a Settembre 2016, quando volevo provare a lavorare come dipendente a distanza per 3 mesi in Asia“.

Il desiderio di Luca era di lavorare in remoto, una prospettiva che risulta ancora utopica nella gran parte della realtà italiana nonostante rappresenti un enorme miglioramento nella qualità della vita del lavoratore (e quindi anche un incremento della sua produttività, nessuna azienda dovrebbe volere dipendenti insoddisfatti e frustrati).

Luca aveva in programma di mantenere il suo lavoro di “Technical Recruiter” lavorando in remoto dall’Asia, ma non tutto è andato come sperava.

“Da settembre 2016 a Giugno 2017 questo piano, però, ha subito notevoli e fondamentali cambiamenti. Ciononostante, ho deciso che non mi sarei allontanato di un millimetro dal mio sogno di lavorare in remoto, conoscere nuove persone e creare opportunità di vita e di lavoro in tutto il mondo. Così ho iniziato a pensare di creare personalmente un business online e dopo qualche mese mi sono dimesso“.

Dimettersi e partire per Bali

Come in tante altre storie che si trovano su Mangia Vivi Viaggia, Luca ha lasciato un lavoro sicuro e ha deciso di partire. La sua nuova vita è però iniziata con le idee ben chiare, in linea con la sua mentalità di imprenditore digitale.

“Avevo quattro obiettivi, fissati già prima di dimettermi: 1) crescere personalmente e professionalmente in Asia, continente che rappresenta, sia dal punto di vista culturale che professionale, il puzzle perfetto. 2) Scoprire quali sono gli spazi, i luoghi e le persone che stanno cercando di cambiare in positivo il mondo del lavoro creando nuove forme di innovazione sociale e digitale. 3) Creare un nuovo network internazionale fatto di seri e validi professionisti in giro per il mondo. 3) Poter dare vita ad un progetto online e lavorare da remoto“.

Con questi quattro obiettivi scolpiti nella sua mente e il sogno di creare qualcosa di grande, Luca è partito alla volta di Bali.

“I miei 4 obiettivi erano il mio vero biglietto di andata. Mi sono dimesso e ho calcolato un budget totale di €6.000 che dovevo farmi bastare per tutte le mie spese, voli inclusi. Poi ho comprato un biglietto per Bali come prima destinazione e ho fissato un tempo minimo di viaggio pari a 6 mesi.  Ho creato la mia mappa di viaggio con il cuore che batteva forte: 65.000 km e 25 spazi di co-working da conoscere. Tutto il resto era completamente da scoprire”.

Besourcer, una ponte sul mondo del lavoro

Come anticipato, il quarto e più importante degli obiettivi di Luca era dar vita a un progetto imprenditoriale in grado di unire persone da tutto il mondo attraverso le offerte e le richieste di lavoro. Questo è il settore dove Luca lavorava già prima, con una passione nata tanti anni prima.

“Quando devo descrivere il mio lavoro, sopratutto in un periodo storico nel quale pochi capiscono il lavoro degli altri, ripenso sempre a quando me ne sono innamorato. Successe quando avevo 14 anni e aprii per la prima volta in via mia le porte dell’Informagiovani di Matera, bellissima città in cui sono nato e cresciuto. Fu una vera e propria cotta. Capii che nella vita volevo aiutare gli altri nella ricerca di nuove opportunità di lavoro. Negli anni mi sono poi specializzato nell’orientamento al lavoro e nel Technical Recruiting, ovvero, nella selezione di candidati nel settore digitale”.

Per Luca, aiutare gli altri a trovare opportunità lavorativa è un modo per connettere il mondo intero: da un lato c’è chi cerca validi collaboratori e non sa come scegliere tra migliaia di candidature, dall’altro ci sono milioni di persone con le giuste competenze ma incapaci di valorizzarle.

Dalla volontà di creare un ponte virtuale tra la domanda e l’offerta, Luca ha dato vita a Besourcer.

“Besourcer è una piattaforma web nata per generare opportunità e contenuti nel mondo della formazione e-learning, lavoro e viaggi esperienziali. L’obiettivo di è di collegare le persone. Su Besourcer c’è un’Academy con oltre 50 corsi di e-learning scelti accuratamente tra i migliori corsi di lingua in inglese ed in italiano nel settore digitale. Ma non solo: seguo tutti i ragazzi che sono alla ricerca di nuove strategie sulla ricerca lavoro in Europa andando a ridisegnare insieme le loro strategie di ricerche avanzate tramite il Digital Marketing”.

Vivere a Ubud, nel cuore di Bali

Per realizzare il suo progetto imprenditoriale, Luca ha scelto Ubud, nel cuore di Bali.

“Ho scelto Ubud, che è stata la mia base per 6 mesi, per due motivi: è piena di imprenditori digitali provenienti da tantissime nazionalità e qui si trova Hubud Co-Working Space, uno spazio di lavoro che seguivo dal 2014 ed ero sicuro mi avrebbe permesso di conoscere decine di persone e scoprire progetti interessanti”.

Da Ubud, Luca ha lavorato duramente ma non ha perso occasione di scoprire la bellezza dell’isola indonesiana.

“Ubud è molto diversa dal resto di Bali perché è interna e non sulla costa. La differenza culturale è quello che scoprivo ogni giorno con grande stupore: il loro modo di interpretare la vita, una vita vissuta in maniera più lenta ed in modalità minimalista. A Ubud ho lavorato duramente, almeno 10 ore ogni giorno, quindi poter uscire e ritrovarmi immerso nel verde di questa zona dell’isola era un valore aggiunto fondamentale”.

“Cosa ho imparato da questo viaggio”

Negli ultimi sei mesi Luca ha vissuto anche in Malesia, ha visitato l’Australia e ha incontrato numerose culture e persone che hanno cambiato la sua vita. Ecco perché, quando gli chiedo cosa abbia imparato da questo viaggio, mi risponde con un una lunga e bellissima considerazione.

“Qualsiasi cosa accadrà in futuro, posso essere sicuro di non essermi fatto mancare davvero niente da questa esperienza di vita e di viaggio“.

“Il terzo giorno una splendida caduta in moto e mezzo zoppo per un mese, a novembre carta di credito clonata e due settimane fa non potevo non subire anche un piccolo furto in casa. Ho vissuto con 6.70€ di media al giorno ma ho mangiato cibo superlativo. Le patatine fritte giapponesi sono diventate le mie preferite”.

“Il viaggio mi hai permesso di incontrare persone che mi hanno insegnato a vedere il passato e il futuro con un altro punto di vista, molto più positivo e aperto rispetto a quello che potevo immaginare io quando sono partito“.

“Tra i tanti aspetti che mi ha fatto conoscere della cultura asiatica, quello più importate è stato il vivere senza lamentarsi e senza giudicare, ma cercare di avere una vita serena dove il nostro sorriso deve essere sempre disponibile per gli altri ed in ogni tipo di contesto”.

“Tra le tante cose che questo viaggio mi ha insegnato, c’è un’ultima lezione che porterò sempre con me: non tutti possono viaggiare. Avere un passaporto è uno delle fortune più grandi in questo mondo. Quando ho salutato Karek per l’ultima volta, mi ha detto: Luca, viaggia anche per chi non può tipo me, la mia famiglia e quasi tutte le persone che vivono qui“.

“Questo viaggio mi ha insegnato, molto semplicemente, ad essere grato“.

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