Girare l’Asia zaino in spalla: 9 esperienze per un viaggio che ti cambierà la vita

Photo by Marvin Meyer

Se hai letto il mio libro “Le coordinate della felicità” sai che amo profondamente l’Asia e in particolare tutta la zona del sud-est asiatico. Dalla prima volta in cui ho messo piede a Bangkok all’ultima in cui ho lasciato Bali, mi sono sentito a casa in questa parte del mondo e qui ho vissuto alcune delle esperienze più intense e indimenticabili della mia vita.

Viaggiare in queste terre, ma soprattutto nelle culture che le caratterizzano e nelle persone che le abitano, mi ha convinto che a Oriente si trovino molte delle risposte alle domande che sempre più persone si stanno ponendo in Occidente.

Perché in Asia, nonostante tutto, resta viva una spiritualità che non solo aiuta a dare un senso a tutto quanto ma rende viva e colorata anche la quotidianità. In Asia la razionalità deve convivere con tradizioni, superstizioni, credenze e una visione della vita molto più ampia di quella che ci viene insegnata alle nostre latitudini.

Se dovessi definire l’Asia in una sola parola direi che è magica. E se è vero che o la si odia o la si ama è proprio perché c’è questa magia che ti entra dentro e ti scombussola: in alcuni casi ti fa desiderare di tornare a casa il prima possibile, in altri casi resta lì e, come una calamita, ti porta a sognare quelle terre orientali continuamente.

Personalmente, ho vissuto decine di momenti straordinari mentre ero impegnato a viaggiare in Asia. Molti di questi li ho raccontati nel mio primo libro, altri attraverso i personaggi del mio romanzo “Come una notte a Bali“. Altri li ho tenuti per me, perché troppo intensi per poterli descrivere a parole.

Ma se stai pianificando un viaggio in Asia, che sia il primo oppure no, questo articolo potrebbe interessarti. Qui sotto trovi 9 esperienze di viaggio che ho provato nel sud-est asiatico che non dimenticherò mai.

Viaggiare in Asia: 9 esperienze che non dimenticherò mai

Passare tra i faraglioni di Halong Bay

Ho viaggiato per tutto il Vietnam in motocicletta, eppure una delle esperienze più intense le ho provate a bordo di una imbarcazione. La baia di Ha Long si trova nel nord del paese e si raggiunge facilmente in giornata da Hanoi in bus. Io l’ho visitata per raggiungere Cat Ba, una piccola isola di cui mi sono innamorato. Durante il tragitto in traghetto per arrivarci,  osservai gli imponenti faraglioni riflessi sull’acqua e mi sentii su un altro pianeta. Una sensazione di meraviglia che ti fa diventare dipendente dal viaggio.

Visitare Angkor Wat all’alba

Angkor Wat è caotico, pieno di gente e ha un biglietto di ingresso. Eppure è davvero un luogo speciale, uno di quelli che non puoi pentirti di aver visitato. Una delle poche vere tappe obbligatorie se vuoi viaggiare in Asia. Io e Claudia decidemmo di svegliarci in piena notte e pedalare nel buio più totale di Siem Reap per arrivare in tempo per l’alba. Così eravamo convinti di evitare troppa folla, invece c’erano già centinaia di persone. Eppure, nonostante io non sia un amante dei luoghi affollati, poter osservare Angkor Wat con il sole che sorge mi fece sentire un privilegiato.

Scalare il Batur a Bali

Ho scalato il monte Batur di Bali tre volte nella mia vita. È un vulcano attivo che si trova poco distante da Ubud, località molto popolare soprattutto tra coloro che vedono in Bali una destinazione spirituale, dove poter crescere come persone e non solo come viaggiatori. Si può scalare in piena notte per godere dell’alba dalla cima e non dimenticherò mai il momento in cui mi sono seduto con un caffè bollente tra le mani, stanco e felice mentre osservavo la distesa di nuvole infinita davanti a me. La colazione più incredibile della mia vita.

Tuffarsi nelle Kuang Si Waterfall

Le cascate Kuang Si sono molto popolari, essendo uno dei simboli del Laos. Infatti sono visitate ogni anno da centinaia di migliaia di persone. Il trucco per potersele godere nel migliore dei modi è sempre quello: arrivare prestissimo. Io e Claudia fummo i primi ad entrare nel sito, in una fresca mattina laotiana di quattro anni fa. Era come camminare in una dimensione parallela dove l’uomo non esiste e la Natura domina tutto. Mi sono sentito grato di essere vivo e poter assistere a uno spettacolo del genere. Poi, quando ci siamo buttati nell’acqua gelida e cristallina e ci siamo ritrovati soli a nuotare in mezzo a tutto quel verde, mi sono sentito più vivo che mai.

Sembrava di essere finiti in un romanzo d’avventura, con la fitta vegetazione che proteggeva la stupenda piscina naturale e le alte cascate che fornivano una straordinaria colonna sonora.

Le coordinate della felicità

Perdersi nei sapori di Penang

Penang è una piccola isola nell’estremo nord della Malesia, praticamente al confine con la Thailandia. Ci sono finito quasi per caso, durante una settimana in cui mi ero messo in testa di viaggiare senza utilizzare lo smartphone. Me ne sono innamorato subito, per un motivo ben preciso: è un piccolo mondo dove coesistono numerose culture diverse. Proprio per questo motivo, il modo migliore di esplorare Penang è attraverso i suoi sapori: nel giro di 48 ore puoi mangiare in un ristorante tradizionale indiano, gustarti un Nasi lemak (il piatto nazionale malese), fare una cena a base di sushi preparata da uno chef giapponese e un pranzo in un ristorante giordano a due passi dalla maestosa moschea. Viaggiare in Asia vuol dire trasformare un viaggio in mille viaggi diversi.

Osservare un tramonto dal Buddha Bianco di Pai

Ognuno di noi ha i suoi posti preferiti, quelli che ti entrano nel cuore e non se ne vanno più. Per me, Pai è uno di questi. È una piccola cittadina sulle montagne del nord della Thailandia caratterizzata da terme naturali, backpackers che vanno e vengono, mercatini artigianali, campi di fragole, canyon e un grande Buddha Bianco che osserva tutto dall’alto. Per raggiungerlo bisogna percorrere una scalinata infinita ma una volta lassù ci si gode il tramonto come in poche altre parti del mondo.

Dopo Chiang Mai andammo in scooter a Pai, una piccola cittadina sulle montagne thailandesi a circa tre ore di distanza. Quel luogo ci rapì il cuore: era isolato, con pochi turisti, tanto verde ed un gigantesco Buddha bianco che troneggiava sulla città dominando il paesaggio. Avevamo trovato un delizioso (e super piccante) ristorante cinese vegetariano dove per appena un euro e mezzo potevamo mangiare fino a scoppiare.

Le coordinate della felicità

Girare la città delle lanterne in bicicletta

C’è una cittadina in Vietnam che sembra uscita da un film. Si chiama Hoi An ed è nota come la “città delle lanterne“, perché qui, da secoli, si producono lanterne. È una tappa imperdibile se scegli di viaggiare in Asia e in particolare in Vietnam. C’è una forte influenza cinese ovunque, dal cibo all’architettura, e Hoi An è davvero una piccola perla da scoprire lentamente, possibilmente in bicicletta. Nel mio libro scrivo: “La vita in quei giorni era leggera e spensierata: due biciclette, una cittadina graziosa, poco traffico, ottimo clima, buon cibo e soprattutto buona compagnia“. Auguro a chiunque di ricaricare le batterie dell’anima passando qualche giorno a Hoi An.

Gustare un tè sulla vista incredibile di Cameron Highland

La Malesia è una nazione incredibilmente sottovalutata, eppure se deciderai di viaggiare in Asia troverai qui alcuni dei luoghi più belli della tua vita. Tra questi, sicuramente c’è Cameron Highland, un altopiano a poche ore da Kuala Lumpur dove si trovano decine di coltivazioni di tè. Tutto è verde e rigoglioso e gustarsi un tè coltivato a pochi metri di distanza con quella vista incredibile è una di quelle esperienze che danno un senso a tutto il viaggio.

Attraversare il confine tra Thailandia e Laos sul Mekong

Nel mio libro “Le coordinate della felicità” racconto questa esperienza, che non riguarda solo il viaggio ma diventa anche uno di quei momenti in cui ragionare sulle cose della vita. Non è un viaggio particolarmente confortevole, è lungo ed estenuante, ma vale assolutamente la pena di attraversare il confine tra Thailandia e Laos in questo modo. Ecco perché dovresti provarla se scegli di viaggiare in Asia.

Sapevamo ben poco del Laos ma avevamo deciso fin dall’inizio che lo avremmo raggiunto via terra. Avevamo due opzioni: l’autobus notturno oppure la barca che attraversava il Mekong. La seconda alternativa era decisamente più affascinante, anche perché era quello il modo in cui avevano viaggiato grandi esploratori come Tiziano Terzani. Significava metterci almeno due giorni per arrivare a Luang Prabang, quando un volo ci avrebbe messo solo un paio di ore, ma quel viaggiare lento ci avrebbe permesso di prendere consapevolezza del passaggio da una nazione a un’altra.

Avremmo visto il paesaggio mutare metro dopo metro e, strada facendo, avremmo notato le prime piccole differenze nel modo di fare delle persone che sarebbero salite a bordo della barca. Acquistammo i biglietti, riempimmo i nostri zaini e lasciammo la stanza della guesthouse di Chiang Mai.
Il viaggio fu parecchio faticoso, ma fu un’esperienza importante che ci permise di vedere il vero volto del Sud-Est asiatico, quello più lontano dal turismo. La barca procedeva lentamente lungo il fiume e ci metteva nella posizione privilegiata di osservare villaggi di pescatori immersi nel verde rigoglioso di quella zona di mondo.

Ancora una volta mi ritrovai a riflettere sul controsenso delle vite che noi occidentali ci costruiamo, sull’infelicità così paradossalmente diffusa considerando il livello di benessere apparente che abbiamo raggiunto. I pescatori del Mekong invece non avevano niente, nemmeno i denti, eppure ridevano e ci salutavano senza alcun secondo fine, mentre i bambini correvano per osservare meglio la nostra barca. Erano persone povere dal punto di vista materiale eppure erano chiaramente molto serene, di quella serenità che non trova spazio nella nostra abbondanza.

Dopo un giorno in barca ci fermammo presso un piccolo porto dove svolgemmo le pratiche per l’immigrazione. Ottenuto il timbro sul passaporto, entrammo ufficialmente in Laos.

 

Le coordinate della felicità