Il primo passo per una vita felice? Trovare un lavoro che ami. Così non lavorerai mai più

Se segui il mio blog, potresti pensare che io odi lavorare. Se è così, ti capisco. Forse anche io, leggendo un blog pieno di storie di persone che mollano un lavoro sicuro per viaggiare e cercare la felicità, avrei pensato la stessa cosa.

Forse avrei pensato: “Questo è il classico scansafatiche che non ha voglia di fare nulla e viene a dire a noi quanto è bello essere liberi. È facile così!”

In realtà io non odio lavorare. Anzi, amo lavorare. Se hai letto il mio libro “Le coordinate della felicità” saprai che ho amato fare il cameriere in Australia oppure il panificatore a Vancouver. Ma soprattutto, saprai bene che se oggi ho trovato le coordinate della mia felicità è anche grazie alla mia situazione lavorativa.

Lavorare viaggiando ed essere felici

Oggi lavoro viaggiando. Mi mantengo scrivendo articoli dal mio pc e nel frattempo giro per il mondo. Uno stile di vita alternativo che mi consente di godere ogni giorno di una grande libertà. Considerando che per me “libertà” è sinonimo di “felicità”, ho davvero trovato la mia strada. Il mio Ikigai, direbbero i giapponesi.

A proposito di Ikigai, sono fermamente convinto che ognuno di noi possa trovare il proprio motivo di esistere. Puoi trovarlo proprio attraverso il metodo giapponese (ciò che ami, ciò che sai fare, ciò che serve al mondo, ciò per cui puoi farti pagare) ma anche in tanti altri modi.

In questo articolo non proverò a spiegarti come trovare lo scopo della tua vita ma vorrei darti un consiglio: se vuoi avere una vita felice, non accontentarti mai a livello lavorativo. Non scegliere il primo impiego che ti passa tra le mani, non entrare nel tunnel di un’occupazione per cui non hai alcuna passione. Non mettere la sopravvivenza davanti alla tua felicità. Non sei qui per sopravvivere, sei qui per vivere.

Il fallimento del sistema scolastico

Uno dei fallimenti più grandi del sistema scolastico è la quasi totale mancanza di orientamento e supporto nella scelta del lavoro adatto alle proprie caratteristiche e inclinazioni.

Scegliere il giusto lavoro è importante, perché è ciò che farai quasi ogni giorno per decenni. Può distruggerti la vita o renderla una meravigliosa avventura. Se trovi il modo di guadagnarti da vivere facendo qualcosa che ti appassiona, ti sveglierai ogni mattina con la voglia di spaccare il mondo. Se fai un lavoro che odi, odierai anche tutto il resto.

Eppure, a scuola il poco orientamento si basa esclusivamente sul percorso scolastico: alle medie ti chiedono di scegliere che liceo frequentare, alle superiori si parla solo della scelta dell’università, dopo la laurea è tutta una questione di master. Non c’è alcuna prospettiva di lungo periodo, quasi come se la vita non andasse oltre ai banchi di scuola.

E il lavoro? Chi ti prepara a scegliere un lavoro che ti renderà felice e realizzato? Nessuno.

La laurea come punto di arrivo

Partendo dalla premessa che la scuola ti insegna spesso a ragionare solo nell’ottica scolastica e non su ciò che succede nel mondo “là fuori”, è normale che si venga a formare una tendenza incredibilmente diffusa (soprattutto in Italia) a considerare la laurea un punto di arrivo e non un punto di partenza.

Ecco allora che migliaia di giovani non pianificano nulla nella loro vita adulta ma puntano esclusivamente a laurearsi, non per imparare e per amore della conoscenza ma perché è la cosa giusta da fare. Perché una laurea ti darà un buon lavoro, domani. Così gli hanno sempre detto quando si chiedevano se invece non fosse meglio iniziare a lavorare.

Una volta finiti gli studi, migliaia di giovani pretendono di avere il lavoro dei sogni perché la laurea, alla fine, l’hanno presa. Hanno dato retta a vecchi professori, ai genitori, alla società in tutte le sue forme. Hanno fatto tutto nel modo giusto, eppure… eppure il lavoro non c’è, e se c’è spesso porta a una grande insoddisfazione personale.

Così si concretizza quella disillusione di massa che purtroppo sta caratterizzando la mia generazione, quella che dà vita a trentenni incapaci di lasciare casa, depressi e senza alcuna prospettiva. Gente che a 27-28 anni sente di aver fallito completamente e non ha nemmeno più voglia di ripartire.

D’altronde, se non funziona quando segui alla lettere le istruzioni, forse non può proprio funzionare… Forse sono io il problema, pensano sempre più giovani.

Trovare il lavoro giusto per avere una vita felice

Con tutto ciò cosa voglio dire? Che la scelta del proprio lavoro non è importante, è fondamentale.

Non sarei felice come sono ora se avessi scelto un percorso tradizionale e avessi un lavoro da ufficio, di quelli che ti costringono a presentarti ogni giorno nello stesso posto per un certo numero di ore, vestito in un certo modo, seguendo certe regole che limitano fortemente la tua libertà personale.

Se non mi fossi costruito con determinazione e testardaggine questa vita, nessuno mi avrebbe mai spiegato l’importanza di avere un lavoro in grado di rendermi felice. Perché attualmente non c’è alcun tipo di formazione che si basi sulla felicità e sulla gioia dell’individuo.

Ci spiegano nel dettaglio quali lavori pagano meglio ma nessuno parla mai di quali ci renderebbero più felici. Quali lavori ci permettono di valorizzare il bene più prezioso che abbiamo, il tempo.

Così, alla fine, facciamo un lavoro che odiamo e sprechiamo i nostri soldi in modo compulsivo nel tentativo di acquistare un po’ di felicità temporanea. Gli stessi soldi che abbiamo ottenuto in cambio del nostro tempo e delle nostre energie.

Se ti dicono che è impossibile, tu viaggia

Questo articolo è rivolto specialmente ai ventenni ma in realtà è valido per tutti coloro che non sono per nulla soddisfatti della loro vita, che si sentono traditi dalle promesse che la società non ha mantenuto. Non ha nulla a che vedere con la scelta di laurearsi oppure no, è semplicemente un invito a riflettere sull’importanza di trovare un lavoro che renda la vita una splendida avventura.

Ovviamente non è un discorso legato alla singola situazione. È una questione di mentalità, di impostazione, di scelte di vita. Scegli un lavoro che ami e non dovrai mai più lavorare nella tua vita. E quando ti diranno che ciò che vuoi fare è assurdo e impossibile, ti consiglio di dare poco valore a queste parole. Piuttosto, parti per un viaggio.

C’è sempre la possibilità di cambiare vita

Viaggia, con gli occhi, il cuore e la mente spalancati. Vai lontano dalla tua comfort zone, esplora le alternative, allontanati da ciò che tutti credono sia “giusto”. Vai a cercarlo personalmente ciò che è “giusto” per te e se non lo trovi costruiscitelo, proprio come ho fatto io.

Ho viaggiato negli ultimi anni, specialmente nel sud-est asiatico, e tra le tante cose che ho imparato ce n’è una che reputo davvero preziosa: niente è impossibile nella vita, specialmente se si parla di lavoro.

Come ho scritto nel capitolo “L’erba sotto ai piedi” del mio libro:

In quei tre mesi in giro per il Sud-Est asiatico avevo ascoltato tante storie come quella. Oltre a Paul, avevo incontrato una coppia che aveva aperto una guesthouse a Luang Prabang, una ragazza che si era “inventata” un’agenzia turistica a Siem Reap, un uomo che aveva mollato tutto per diventare insegnante di immersioni sulle isole thailandesi. C’erano giovani ma anche tante persone che avevano superato da tempo i quaranta o i cinquanta, se non persino i sessanta
(dal mio libro, “Le coordinate della felicità“)

E questi sono solo alcuni esempi. Viaggiando ho incontrato davvero tante persone che solo una volta fuori dai percorsi lavorativi tradizionali hanno trovato la loro dimensione. Gente che ha scoperto una grande verità: non è detto che la tua realizzazione personale arrivi dopo tre lauree. Magari sei fatto/a per cucinare dolci o per prenderti cura dei cani randagi in Sri Lanka.

Questo articolo non ha lo scopo di buttarti giù di morale. È proprio il contrario: spero di darti un po’ di speranza e di tirarti fuori dalle sabbie mobili del pessimismo. La mia storia e quella di migliaia di persone che vivono in modo alternativo ma felice dimostrano che tutto è possibile.

Devi solo crederci, perché se non ci credi tu nessuno lo farà al tuo posto. Devi essere disposto/a a dare tutto per trovare il lavoro giusto per te. La società in cui viviamo ti tenterà in tutti i modi a sceglierne uno e basta, perché i liberi pensatori non sono ben visti. I ribelli non fanno girare l’economia e l’economia si basa sulla schiavitù di lavori che ti tolgono vita, tempo ed energie in cambio di una somma di denaro che non sarà mai abbastanza rispetto a ciò che hai dato.

Magari la tua vita è stata proprio questa finora, ma non ti demoralizzare: ricordati che c’è sempre la possibilità di cambiare. Fai del tuo meglio ogni singolo giorno e il tempo sarà tuo amico.